giovedì 9 giugno 2016

La donna velata



La, dove passano i treni,
e i convogli fendono l'aria
senza fermarsi,
c'è un sublime profumo d'acqua di rose,
nota stonata tra me e uno che dorme
dimenticato dal tempo.
Una donna velata, uscita da chissà dove,
forse in quel libro che legge nella sala d'aspetto,
mentre un trolley, suo compagno, ed un biglietto,
attendono un raggio di luce dentro il futuro.
C'è ansia al di fuori,
sorrisi che vengono e lacrime che vanno,
occhi che cercano altri e scarpe sul marciapiedi,
valigie e cartacce, altro profumo di chi parte,
mentre l'uomo col fischietto e il berretto rosso
è quello che dona destinazioni promesse.
Sussulta la donna ad ogni annuccio di un leggero ritardo
man mano che questo diventa bugiardo...
s'accorge in dove la guardo
e scosta una gamba per farmi annusare
il cielo di un sogno.
Quel taglio perfetto, che s'incurva
dove la carne è coperta da sottile stoffa,
mi lascia pensare ad un'amante, o una moglie in partenza,
in cerca comunque di un letto,
e mi prende all'istante un dubbio che avanza,
può essere una di lusso che cattura gli insoddisfatti.
Ma la parte più sana della coscienza
mi porta ad una storia su ogni sconosciuto,
magari è un lavoro o un uomo che forse l'aspetta
da qualche parte,
sta di fatto che è bella, calda e sensuale,
e lo noto dalla mia lampo
che contiene a malapena quel che sembra farmi del male.
M'immergo allora in baci e languide carezze
dall'inguine in su, e poi ancora più giù...
la donna velata mi guarda e cadenza le pagine
girandole assai lentamente
e fa finta di leggere, ora che ha visto
che guardo in quel frammezzo dove la stoffa
 contiene il frutto proibito.
 Cuce un ricamo di trame assai scure,
mentre un rapido passa, ed ha un po' paura di quel vuoto che crea,
porta allora le mani a sbottonarsi un bottone sul petto,
e a far prendere aria quei seni gioviali in fiore.
Fuori, i volti carichi sono di sonno
e pendolari con un respiro che strozza l'orario
s'accalcano dentro un vagone
con valigie e borsoni che ingombrano il vuoto...
di colpo, la donna velata mi chiede se l'edicola è aperta
e io che ho la fronte che suda
azzardo ad offrirle un sorriso e un caffè in quello spazio
dove tutti concedono il loro vissuto.
Accetta... e si alza leggera di un peso
mentre i miei occhi scivolano lungo il suo corpo sinuoso
che traspare eleganza e un mistico fascino
dentro il vapore di un treno che passa e si dirada.
Un reggente scopre la nuda carne lungo la strada
e di colpo la donna velata attira gli sguardi dei viaggiatori...
sarò fortunato e stringo il respiro che quasi mi strozza,
chi l'avrebbe mai detto che avrei camminato
con una così al mio fianco.
La donna velata, sorpresa in un giorno feriale
a consumare storie ad un banco,
dove il barman asciuga i ritardi in dolci occasioni,
sorride anche lei e mi regala un'ora di mera illusione.

Andrea Iaia
 

martedì 15 marzo 2016

Il piacere dell'infinito


Ascolterò quel respiro che fiorisce sulle labbra
mentre il silenzio fa pace con il mio io
nel lento sciabordio di onde 
che accarezzano la pelle
e apre l'anima alla poesia
per dimenticare quel profondo vuoto
in cui cadono le speranze 
come frammenti luccicanti dentro il mare,
in modo da sentire sussurri di parole
da quel cielo che mi osserva e scommette su di me
o per vedere come me la cavo 
senza quelle sensazioni 
in cui sprofonda la mia malinconia,
e che a pensarci, ci sto bene dentro
perché vivo il ricordo a modo mio
 di cose e fotogrammi, scene e palcoscenici
di passato desiderio 
in cui al profumo io mi arrendo e piango.
E avrò la notte per pensarci,
se stare dentro o fuori in quel sottile limbo
in cui l'orizzonte è sogno di stare in un altro mondo
a sfiorare pelle del mio ingrato desiderio
di far pace anche con chi è passato
ed è rimasto dentro il cuore...
immaginando di essere toccato
dalle sue dita affusolate e ben curate,
come a dirmi... l'essenza è quel che conta  
nel grande imbroglio della vita,
e ci sono io, eccitata ad aspettarti
dentro il piacere di questo grande infinito
che osserva e prende proprio le lacrime
per farne grani di un rosario di preghiera
in cui l'amore è un distillato
che proviene proprio dal cuore
e fa muovere universi, sino a farli trascinare
in dove imprime il desiderio.

Andrea Iaia

giovedì 10 marzo 2016

Nasceranno fiori sulle nuvole


Un bacio sulla fronte 
per darti un poco di sollievo...
perché quel dolore che ti rode dentro 
ha sempre ricadute quando beve in quel ricordo
che traspare tra terra e cielo.
Ascolto il fremito di ali che non volano
e pongo le mie mani fra i capelli
per accarezzare il tuo silenzio
e quelle lacrime che sanno
di un grido disperato...
suono che non sazia, 
ma adagiato sulla pelle ad aspettare
un nuovo inizio..
Nasceranno fiori sulle nuvole
e cadranno profumate sulla testa, 
scosse appena da un leggero vento, 
per dirti... nulla è perso 
in questo mondo.
Ci aspetta il meglio oltre questa vita
e la gran voglia di rivedere
quello che di passaggio abbiam toccato.

Andrea Iaia


martedì 1 marzo 2016

In questo illogico presente...

elsadreams: da elsadreams Ajie Alrasyid.

Stare qui, in questo illogico presente
è come stare al buio senza accendere la luce
e mi chiedo se posso andare avanti 
senza più sentire il tuo respiro
mentre scorre il film della tua vita
dentro la mia mente
in cui ne osservo i particolari
quelli che non ho saputo andare incontro,
forse preso dalla troppa voglia di fare il padre.
Sono questi sentimenti che mi fan sentire in colpa,
e mi dicono gli amici che io mi ci aggrappo
per vedermi in uno specchio
e confrontarmi con l'inutile vagabondo
che preferisce camminare nella sua solitudine.
Vagabondo è chi non si confronta
con un padre che ha perso un figlio...
non conosce quel dolore
e sa solo giudicare...
e lo so io quanto mi hai trasformato, 
tanto da abbagliarmi in quella luce,
io che non ti ho detto mai quanto sono stato cosi felice
nel sapere che venivi al mondo.
Abbracciavo spesso quel ventre che ti gestiva
per percepirne odori e suoni...
anche un calcio od un bisbiglio
per ricevere composizioni di emozioni.
E giuro che sei stata brava per davvero,
a far l'attrice di quel film 
in cui solo adesso ne intravedo i particolari
del tuo stare male in questo mondo,
io che non ho saputo venirti incontro.
Stai dormendo e avrei voglia di svegliarti
e dirti a voce quello che non ti ho detto,
ma potrei farti poi del male
perché hai scelto la tua pace
in cambio della vita.
Così, in questo illogico presente
 vago da sperduto
combattendo quei dolori che fanno cicatrici
nel profondo di me stesso
e vorrei sapere solo se stai bene ora,
perché un padre vuol vedere i figli
sorridere e felici
anche se ti tolgono un pezzo di quel cuore
che ha dato battiti più forte
nel sapere che venivi al mondo.

Andrea Iaia

lunedì 22 febbraio 2016

Parole inespresse

maroando: *

Ho bisogno di dirti
quanto non posso fare a meno di te,
e ti sussurro immaginandoti
quelle parole inespresse
che fanno fatica a venire fuori
quando ci sei.
Questo tempo è difficile
e siamo sempre da soli 
con la nostra coscienza
a tirare le somme...
a capire forse, quando ormai è troppo tardi
gli errori commessi.
Io non so perché te lo dico...
ma la dignità non si compra 
negli scaffali degli sciocchi e banali
supermercati di convenienza,
ma è questione di sopravvivenza
e prima o poi tutti abbiamo bisogno di dire 
 a chi, ci ama forse, un po' troppo di noi...
ho sbagliato e vorrei perdere il fiato
emozionandomi ancora
sempre con te al mio fianco.
Sono parole che vengono fuori
a cucire gli strappi di quel sentirsi 
vuoto e anche vinto
della propria arroganza...
parole che spiano oltre la porta del cuore
e salgono quando si è soli
e ci si rivede dentro il film appena vissuto.
 Ho bisogno di dirti,
quando sarai davanti a guardarmi negli occhi,
che l'umiltà è la risacca dell'anima 
e sciorina il bisogno di chiederti scusa,
quella che poi indossa il vestito da sera
per uscire la... 
dove ha bisogno di sentirsi leggera
per offrirti una serata speciale.

Andrea Iaia

domenica 7 febbraio 2016

Viene la sera... (dedicato ad Alessandra)


Viene la sera...
e la malinconia, puntuale come un ospite fisso
bussa alla porta del cuore.
E come se fosse un rappresentante
a propormi un compromesso
ti sfoglia i ricordi, i rimpianti...
ne addita le colpe, con i se... i ma... ed i forse...
per le istruzioni dell'uso,
quando in realtà per farmi a poco a poco morire
con quel veleno che non è un analgesico
da sciogliere in un bicchiere d'acqua,
che può cancellarti il ricordo e lenire il dolore,
come nemmeno un abbraccio
di chi ti ama in un modo profondo può far tanto.
Nelle case accanto, dalle luci accese sino a notte fonda
 odi il rumore di suoni e di voci,
di sedie spostate da bambini irrequieti...
di una palla scagliata ad un muro...
 festeggiare qualcuno
mentre l'anima grida in silenzio
guardando e toccando foto di chi s'è ne andata proprio in quel silenzio
che lacerano dentro, quel poco rimasto di sano,
così, come la sera cala il suo lento sipario
ad un giorno che muore,
ed avviene una fine o un inizio
di un qualcosa che non puoi mai capire.
Qualcuno prega e vorresti farlo anche tu
seppure per fede, ma il fiato ti manca 
e sai che s'è rotto qualcosa che assieme al vagito di un bimbo
colleghi uno sfogo, un pianto
che non puoi fermare.
Viene la sera...
come un lupo che ulula dai monti
e cerca di capire qual'è la sua preda
per scagliarsi contro e farne un pasto...
come il vento che accarezza fronde d'alberi
e strappa le foglie migliori,
quelle colorate e sanguigne,
fischiando e prorompendo ne l'aria
per sentirsi potente...
e d'incanto, il pianto si ferma
e mi addormento, vinto da quella speranza di poterla sognare...
e viene la pace seppure per poco,
il tempo di risvegliarmi e sentire 
che purtroppo son desto e mi manca,
e quel suo modo d'andarsene via
brucia ancora di un lento fuoco
che non colma la rabbia.

Andrea Iaia 

lunedì 1 febbraio 2016

Sospiri...


Sospiri...
in quelle situazioni che ti mettono alle corde,
mentre tutto ti guarda
e ti lascia da solo...
in quelle volte in cui vorresti andar via
e la parte concreta,
come una donna in cui t'accorgi 
che non è mai esistita,
la inventi bella, eterea e selvaggia
capace di farti incantare.
Sospiri...
ne l'avere il coraggio
come il vapore che sale da sotto i ponti
in quel grigio in cui si ferma anche il tempo
e libera l'acqua 
per farla andare dove desidera...
magari a formare particelle di pioggia
e bagnare il tempo di auguri e sorprese infinite.
 Le storie sono come nuvole di un passaggio veloce
 e s'intrecciano in quell'anelito di occasioni avute
in quel rapporto in cui non tornano i conti...
 e lasciano quel retrogusto del fondo di tazza
di un caffè sorseggiato per percepirne il sapore,
sempre dopo, quando tutto è stato compiuto
sia per volere che per errore...
  e allora sospiri, per alleggerire di poco il dolore,
mentre scompari
dentro la nebbia di un tempo vissuto.

Andrea Iaia

lunedì 25 gennaio 2016

Bagliori


Sono bagliori
quelle sinistre luci lontane
che occultano forme
e danzano davanti agli occhi,
mentre gonfi i polmoni d'aria pura
e aspetti d'interpretarne il linguaggio.
La tua ombra lucida l'anima
e accarezza il germoglio del grande silenzio
per essere spettatore di acrobazie
di apparenze sottili,
che scrivono pagine di un delicato romanzo
dalla matrice di un poema
in cui ne fai parte...
e fa sbocciare un sogno,
quello di essere lì, all'orizzonte,
e vivere quel grande respiro
nella visione di luoghi e tempi
e cercare chi ti ha donato
il suo profumo inconfondibile
in altri bagliori vissuti.


Andrea Iaia

 

giovedì 14 gennaio 2016

Destati!


Destati!
E' cessato l'inverno,
e con esso, la neve s'è sciolta.
Ogni sospiro si tende come un arco
tra le pieghe sensibili e generose
dove anela il respiro,
e ovunque tu sia conta il presente
come scintilla che fa sgorgare
sangue dentro le vene
sino a raggiungere l'estasi
di un nuovo incontro.
Le pupille rivedono l'ombra che germoglia
e si fa carne...
e l'indomabile mormorio di sensi
nell'effluvio di un silenzio che fa rumore
lascia il posto allo stupore.
Ti dirò che sei tornata,
 oppure io ti son venuto incontro
dove il dolore non scalfisce più la mente,
e mi piace ciò che lo specchio non può riflettere,
le  voci amiche e conosciute
che sorridono al risveglio...
mi piace il giorno in cui la luce
non nasconderà come siamo
e le gentili assonanze di un profondo amore
che ci portiamo dentro.
Perciò destati!
Ho voglia di correre tra i campi
con te, mano nella mano
mentre la brezza ci attraversa
nella terra degli ulivi.

Andrea Iaia