
Ci sono attimi
in cui l'anima, più leggera di una nuvola
si confonde con il nulla
nel torpore di quel suono
che solo gli angeli conoscono
il linguaggio del divino,
e attimi in cui il silenzio cuce
quel mistero in cui ognuno
sa trovare poi se stesso
nel bisogno di credere che non finisce tutto
ad un certo punto della vita.
I riflessi sono ovunque,
come quelli leggermente ondulati
di chi ormai se n'è andato
e di quelli che poi restano
a specchiarsi nelle luci della sera
in quel mare indefinito di una storia,
e a domandarsi... io dov'ero fino ad ora,
che non ho saputo attraversare l'aria
per godermi quel che avevo.
E a volte, dimentichiamo e andiamo controvento,
in quelle solitudini di ali chiusi
ed invisibili che aspettano un miracolo...
e ci accorgiamo che ci siamo sempre stati
ed il miracolo aspetta noi per bucare l'infinito.
Abbiamo storie che si somigliano e ognuno ha il suo finale,
ma, la pioggia di emozioni
la scriviamo al momento
in cui ognuno diventa amante di qualcun altro
e sogna ad occhi aperti.
Allora quel silenzio
è come un dito che scivola sul corpo
a materializzare il pensiero più recondito
e a sconvolgere il desiderio
per costringerlo a scrivere come penna l'essenziale
in cui il pudore muore e lascia quello spazio
a realizzare l'impossibile.
Con la purezza di emozioni
non servono le parole: le ali si aprono da sole
per volare oltre il confine del sognare.
Andrea iaia

