mercoledì 31 luglio 2013

Voglio contemplare...



Voglio contemplare
il suono delicato di questo mondo
forse troppo perfetto per noi mortali.
Gli spifferi che vengono da ogni parte
per le pretese di stare in questa vita...
e la magia di un ascolto
dove la terra assorbe ogni mistero.
Siamo parti di questo augurio
ma inciampiamo su strani desideri
che ci confondono le acque,
e c'è pioggia di colori
ed una pioggia in bianco e nero
che non sempre scende poi dal cielo,
ma dall'inutile profondo di se stessi.
Se si capisse almeno che l'esserci è sempre un dono
e che le guerre per un posto di conquista
o un atto di rivalsa
non appartiene a quel respiro
che ci è stato messo apposta,
forse, non cercheremmo appigli
per le sciocche e vil pretese
di voler essere confusi.
Far la vittima è un copione cui sappiamo bene recitare,
adulazione per farsi compatire, 
ma è esser veri che è difficile interpretare
e non sempre la luce che seguiamo è quella vera.
Le scelte poi, hanno quella strada dell'orgoglio
in cui il profumo di un abbaglio
è una breve scorciatoia verso l'io che vuole tutto.
E' figlia dell'inganno,
un suono che stona nel pentagramma dell'affetto...
e si cade perché dentro lo si vuole...
per quelle briciole di ragione da mostrare
che poi diventa muro e dagli altri ti separa.
Voglio contemplare per capire...
soltanto per capire e respirare aria pura...
e sopratutto perché c'è sempre un buon risveglio
che mi cattura dopo che son passati i lampi di paura.

Andrea Iaia 

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