lunedì 26 agosto 2013

Nell'alfabeto della vita



Ho afferrato il mio destino
nel sostanziale delle cose
nell'inverno di un mattino,
ed invento, o perlomeno sono dentro
un inventario di parole e cose disseminate
nelle occasioni perse o mancate
di un melodramma già concluso.
Ci si lascia quando si vuol bene
e dicono che nell'alfabeto della vita
nulla è mai tuo, 
ma solo un prestito che contiene
quel messaggio cui devi interpretare.
E io non so se devo aspettare ancora
il grande amore della vita,
ma voglio cadere nel mantello della sera
fuori dal mio tempo,
senza chiedere nulla
di perché e come sia successo
nel modo più straordinario e pulito.

Andrea Iaia

Nessun commento:

Posta un commento