C'è sempre un dopo dal sottile brivido
in cui l'immagine diventa un bel respiro
che ha cavalcato onde di una fuga.
Si chiama “estasi” di ciò che si è bevuto
nell'inconscio, dove i sensi
sono stati prigionieri della voglia...
ed è in quel dopo che una donna
si domanda perché l'ha fatto.
Ora te ne vai,
ma prima sei caduta in quel fraseggio...
linguaggio oscuro di quei segni che assaggiano
e pregustano la divina sorte
di essere in un letto
a condividere il piacere...
attimi in cui qualcosa che appartiene al grande buio
gioca con i sentimenti cercando il punto
dove ti sei perduta.
Te ne vai serbando dentro
il tuo vagare in quel sogno,
pensando a come sei matura ora
che rimarchi quei contorni
che non potrai cancellare...
e quel dopo sarà ricerca,
immagine riflessa in cui qualunque donna,
impiegata o casalinga,
legata o disimpegnata,
sarà rivalutata e messa in gioco dai ricordi.
Resisterà o varcherà ancora quel confine
fatto di silenzi, sguardi accesi come in un romanzo
a vivere la favola della vita...
dipenderà da come sarà donna per chi le vive accanto,
e pensando a quegli attimi
or racchiusi in uno scrigno
che si chiama “anima”,
potrà decidere se riaprirlo
per volare ancora quando vuole.
Andrea Iaia
Resisterà, o varcherà ancora quel confine? Io credo di si, perché tutto ciò che sa di "Estasi", non si deve perdere, per poter volare ancora...
RispondiEliminaReale come sempre Andrea...
Come dire.. prendi ora che non sai domani cosa avverrà.
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