giovedì 16 aprile 2015

Noi che ridevamo a crepapelle...


Quanta dolcezza spontanea
in un sorriso che dimentica
le disavventure,
per mutare gli occhi
di chi cresceva a pane raffermo,
bagnato d'acqua
e un poco di zucchero sopra,
per essere contenti di quel poco
che si riceveva...
e quanta tristezza in due comici,
che prima d'esserlo erano uomini
che avevano deciso di dare
quel nutrimento a chi non aveva niente,
e si dice, per dimenticare,
le grandi guerre,
mentre in realtà, 
volevano dipingere sorrisi sui volti.
Noi che ridevamo a crepapelle
sull'ingenuità di Stanlio
che provocava guai ad Ollio,
avevamo deciso
di crescere spontanei.

Andrea Iaia

Nessun commento:

Posta un commento